
In molti si chiederanno cosa possa aver spinto l’amministrazione provinciale a profondere tanti sforzi per realizzare un museo storico militare. Di certo nessuna nostalgia e tantomeno un atteggiamento di indulgenza per i protagonisti dei tanti eventi bellici che hanno caratterizzato il periodo compreso tra gli ultimi due secoli.
Il
MUSMI, così abbiamo voluto chiamare il nostro museo, nasce dalla volontà di lasciare aperta una finestra sul passato. Sugli eventi lontani e romantici dell’epoca napoleonica e risorgimentale, e su quelli più recenti e terribili delle due guerre mondiali.
Una visita al museo è così l’occasione per rivivere, attraverso immagini cimeli, armi e divise, centocinquant’anni di storia. Affascinanti le corazze, ricchi i cimieri e rilucenti le sciabole del periodo napoleonico.
Ancora intrise di eroismo e ideali le divise del Risorgimento. Forse per via del periodo più recente, un sentimento di tenerezza e commozione ci pervade invece vedendo le giacche consunte, le armi obsolete, l’equipaggiamento che oggi ci appare quasi primitivo, di soldati e ufficiali della prima e seconda guerra mondiale.
Dunque un’esposizione di grande interesse per studiosi e appassionati di storia e un’importante occasione didattica per i nostri giovani all’interno di uno scenario di grande suggestione, il
Parco della Biodiversità Mediterranea, un’area verde divenuta in meno di tre anni il simbolo della città e della sua voglia di cambiare.
Una vegetazione rigogliosa che si estende per oltre 60 ettari, fa da cornice alle tante attività dedicate allo svago e a proposte culturali di grande respiro. Un bel teatro all’aperto, una preziosa collezione di scultura contemporanea di qualità internazionale e, appunto, il nuovo museo storico provinciale, accrescono e completano un parco che merita di essere annoverato tra
i più belli di tutto il paese.